Health & Longevity Insurance Summit 2026: Gruppo De Pasquale protagonista nel confronto sul BPO Salute e premiato per l’eccellenza operativa.

Health & Longevity Insurance Summit 2026

Gruppo De Pasquale è stato sponsor e relatore all’ Health & Longevity Insurance Summit 2026, organizzato da EMFgroup, portando il proprio contributo al dibattito sull’evoluzione dell’ecosistema Salute, evidenziando il ruolo strategico del Business Process Outsourcing.

Dai nuovi modelli di prevenzione e assistenza all’integrazione tra compagnie e strutture sanitarie, fino all’intervento del CTO Paolo Osvaldo Agnelli e al riconoscimento “Top Performance Partnership 2026”, il Summit ha rappresentato un’importante occasione per condividere la visione del Gruppo: valorizzare l’esperienza maturata nel BPO assicurativo Salute per ampliare, anche attraverso la partnership tecnologica con ManyDesigns, l’offerta di servizi alle strutture sanitarie, contribuendo a rendere l’intera filiera più efficiente, integrata e orientata alle persone.

Nuovi modelli di servizio nel mondo Health & Insurance

Come stanno cambiando i modelli di servizio nel mondo Health & Insurance? E quale ruolo possono giocare tecnologia, competenze e Business Process Outsourcing nella costruzione di un sistema più efficiente, integrato e vicino alle esigenze delle persone?

Sono alcuni dei temi al centro della 14ª edizione del Summit svoltosi il 30 settembre a Milano, presso l’Hotel Principe di Savoia, che ha riunito i principali protagonisti dell’ecosistema della sanità integrativa – compagnie assicurative, fondi e mutue, strutture sanitarie, intermediari e società di servizi – affiancando quest’anno ai temi tradizionali dell’Health Insurance nuovi approfondimenti dedicati alla Longevity Insurance e al Beyond Insurance. 

Un confronto particolarmente significativo per Gruppo De Pasquale, che ha partecipato alla giornata portando la propria esperienza nel Business Process Outsourcing e una visione precisa: l’innovazione nel settore Salute non passa soltanto dall’introduzione di nuove tecnologie, ma dalla capacità di far dialogare piattaforme, processi e competenze specialistiche, trasformandoli in servizi realmente più semplici ed efficienti.

Un ecosistema Salute sempre più integrato

Prevenzione, assistenza, digitalizzazione dei processi, longevità e qualità dei servizi sono state alcune delle direttrici attorno alle quali si è sviluppato il confronto.

Il settore sta infatti attraversando una trasformazione che coinvolge contemporaneamente tutti gli attori della filiera. L’obiettivo non è più soltanto digitalizzare singole attività, ma costruire un’esperienza sempre più continua, nella quale compagnie, fondi, provider di servizi, strutture sanitarie e partner tecnologici possano condividere informazioni e processi riducendo tempi, complessità amministrativa e passaggi ridondanti.

È in questo scenario che anche il Business Process Outsourcing evolve. Non più soltanto esternalizzazione di attività operative, ma integrazione di competenze, tecnologia e capacità di gestione dei processi, a supporto di modelli di servizio più efficienti, scalabili e orientati all’esperienza dell’assistito.

Una direzione che Gruppo De Pasquale intende sviluppare facendo leva sull’esperienza consolidata nella gestione dei processi assicurativi Salute per estendere progressivamente il proprio presidio alle strutture sanitarie. L’obiettivo è ampliare l’offerta di servizi BPO, con particolare attenzione ai processi amministrativi e gestionali connessi alle prestazioni assicurate, favorendo una maggiore integrazione tra i diversi attori della filiera. Un percorso sostenuto anche dalla partnership con ManyDesigns, che unisce competenze operative e soluzioni tecnologiche specialistiche.

Le direttrici di evoluzione dell’Health Insurance: prevenzione, integrazione e qualità

Il confronto tra i maggiori protagonisti dell’ecosistema Salute ha evidenziato alcune tendenze destinate a orientare l’evoluzione del mercato Health & Longevity Insurance nei prossimi anni. In particolare, sono emerse alcune direttrici strategiche:

  • crescente attenzione istituzionale all’assicurazione Salute. Un segnale significativo arriva dall’iniziativa di copertura sanitaria integrativa gratuita rivolta a circa 1,2 milioni di dipendenti della scuola pubblica, tra docenti e personale ATA, che testimonia la crescente rilevanza della sanità integrativa anche nell’ambito del welfare pubblico;
  • prevenzione e personalizzazione dei percorsi di cura. L’evoluzione delle coperture sanitarie va verso soluzioni sempre più costruite sui bisogni delle persone, con una forte componente di prevenzione, considerata fondamentale anche per la sostenibilità di lungo periodo del sistema;
  • maggiore integrazione tra compagnie e strutture sanitarie. Acquisizioni, partnership e collaborazioni sempre più strutturate stanno favorendo modelli di servizio integrati, nei quali alla connessione tra organizzazioni deve accompagnarsi una reale integrazione di competenze, processi e tecnologie;
  • ampliamento dei network di assistenza. Accanto alle strutture sanitarie tradizionali, le compagnie stanno estendendo le proprie reti a farmacie, operatori dell’assistenza domiciliare e altri fornitori di servizi, con l’obiettivo di ampliare le prestazioni collegate alle polizze e renderle più accessibili;
  • duplice declinazione della longevity. L’allungamento della vita richiede di intervenire su due fronti complementari: prevenzione, per favorire un invecchiamento in salute, ed assistenza, per rispondere all’aumento delle patologie croniche e dei bisogni legati alla non autosufficienza;
  • dalla logica del miglior prezzo a quella della migliore qualità. Si rafforza la necessità di costruire partnership tra compagnie e strutture sanitarie che vadano oltre la gestione amministrativa, valorizzando la qualità delle prestazioni, l’appropriatezza dei percorsi e l’esperienza dell’assistito;
  • informazione medica accessibile ed affidabile, un impegno anche per le compagnie assicurative. Rendere le informazioni sanitarie più comprensibili e fruibili diventa essenziale per favorire scelte consapevoli e contrastare il ricorso a soluzioni fai-da-te non supportate da adeguate competenze cliniche.

Queste evoluzioni evidenziano come la competitività futura del settore dipenderà sempre più dalla capacità di integrare non soltanto servizi e infrastrutture, ma anche competenze specialistiche e processi operativi. In questo contesto, il BPO può svolgere un ruolo strategico nel collegare il mondo assicurativo a quello delle strutture sanitarie, contribuendo a migliorare l’efficienza della filiera e a liberare risorse da destinare alle attività a maggior valore per il paziente.

Tecnologia e servizi innovativi: il confronto della tavola rotonda

Questi temi sono entrati nel vivo durante la tavola rotonda pomeridiana “Tecnologia e Servizi Innovativi per l’Ecosistema Health Insurance”, moderata da Simona Lanza, Vicepresidente di ManyDesigns, partner tecnologico di Gruppo De Pasquale.

Al confronto hanno partecipato Paolo Osvaldo Agnelli, CTO di Gruppo De Pasquale; Giulia Franceschi, Head of Medical Network Management di Generali Welion; e Raoul Colantoni, Direttore Generale di ONHC. Tre prospettive differenti e complementari – servizi BPO, assicurazione e TPA, sanità integrativa – per osservare come l’innovazione stia modificando concretamente la gestione dei processi Health. 

Nel moderare il confronto, Simona Lanza ha posto l’accento sull’automazione come fattore trasversale di competitività. L’integrazione applicativa e la digitalizzazione dei processi non riguardano infatti un singolo operatore, ma l’intera catena che concorre alla gestione delle prestazioni e dei sinistri malattia. 

Richiamando la propria esperienza sul campo, anche con Generali Welion, pone l’attenzione su una direzione precisa: l’interoperabilità tra sistemi sta progressivamente passando da obiettivo progettuale a modalità operativa concreta. 

Il contributo di Paolo Osvaldo Agnelli: il BPO come abilitatore di innovazione

All’interno di questo scenario, Paolo Osvaldo Agnelli ha portato al tavolo la prospettiva di Gruppo De Pasquale, evidenziando il ruolo che il BPO può assumere nella trasformazione dell’ecosistema Health & Insurance.

Il punto centrale è il superamento di una visione del Business Process Outsourcing limitata alla sola esecuzione di attività. Quando competenze specialistiche e capacità operative vengono integrate con piattaforme tecnologiche adeguate, il BPO può diventare un vero abilitatore di innovazione e dell’interazione tra gli attori della filiera.

Per compagnie assicurative e strutture sanitarie significa poter contare su processi più efficienti e scalabili, mantenendo al tempo stesso elevati standard di servizio. Per l’intero ecosistema significa favorire l’integrazione fra soggetti differenti. E per l’utente finale significa, soprattutto, incontrare meno complessità nel momento in cui accede a un servizio assicurativo/sanitario.

È proprio su questo terreno che tecnologia e componente umana devono procedere insieme. Automatizzare le attività ripetitive e integrare i sistemi permette infatti di liberare competenze da destinare alle situazioni nelle quali esperienza, capacità decisionale e relazione con l’assistito producono maggiore valore.

In questa prospettiva si inserisce la strategia di Gruppo De Pasquale: valorizzare il know-how consolidato nel BPO assicurativo Salute e metterlo a disposizione delle strutture sanitarie, ampiando il presidio dei processi lungo l’intera filiera, anche attraverso la partnership con ManyDesigns, contribuendo a un modello nel quale la gestione amministrativa diventi più fluida, integrata e sostenibile, sia per compagnie e fondi, sia per strutture sanitarie, riducendo le complessità e migliorando la qualità del servizio offerto all’assistito. 

Network sanitari e integrazione dei servizi 

Il contributo di Giulia Franceschi, Head of Medical Network Management di Generali Welion, ha portato al centro del confronto la prospettiva di uno dei principali operatori dell’ecosistema Health & Welfare, evidenziando la rilevanza strategica della gestione e dell’integrazione dei network sanitari.

L’evoluzione del settore richiede infatti di superare una visione della rete sanitaria come semplice insieme di strutture convenzionate, per valorizzarla come parte integrante di un modello di servizio orientato all’accessibilità, alla qualità delle prestazioni e alla continuità dell’esperienza dell’assistito.In questa direzione, l’integrazione tra compagnie, strutture sanitarie e partner tecnologici assume un ruolo determinante.

La condivisione delle informazioni, la digitalizzazione delle prese in carico e la semplificazione delle attività amministrative possono contribuire a rendere più efficiente la gestione delle prestazioni e a migliorare l’esperienza sia degli operatori sia degli utenti finali.

Raoul Colantoni, Direttore Generale di ONHC, ha poi richiamato l’evoluzione dei servizi di sanità integrativa verso modelli di assistenza capaci di accompagnare l’assistito lungo il proprio percorso, superando la gestione della singola prestazione.

Il dialogo tra queste esperienze conferma una tendenza trasversale: l’efficienza dell’ecosistema Salute dipende sempre più dalla capacità di collegare le diverse componenti della filiera. Un’evoluzione che apre nuove opportunità per operatori specializzati nel BPO come Gruppo De Pasquale, in grado di mettere competenze, capacità operativa e tecnologia al servizio sia delle compagnie assicurative, sia delle strutture sanitarie.

Dalla digitalizzazione alla semplificazione per le persone

Uno dei messaggi più rilevanti emersi dal Summit riguarda proprio il significato dell’innovazione.

Digitalizzare non significa semplicemente trasferire online attività prima svolte manualmente. Il valore si genera quando la tecnologia riesce ad eliminare passaggi, ridurre burocrazia e tempi di risposta e rendere più semplice l’accesso alle prestazioni.

È qui che convergono le diverse esperienze presentate durante la tavola rotonda: le soluzioni di automazione ed interoperabilità sviluppate da ManyDesigns, la prospettiva di integrazione con il network sanitario rappresentata da Generali Welion e il modello di BPO evoluto proposto da Gruppo De Pasquale.

La sfida comune è costruire un ecosistema nel quale tecnologia e competenze specialistiche lavorino insieme per rendere più efficienti i processi, migliorare la collaborazione tra compagnie e strutture sanitarie e garantire un’esperienza più semplice e continua all’assistito.

Un approccio coerente anche con una delle indicazioni più significative emerse dal Summit: la necessità di spostare progressivamente l’attenzione dalla sola ottimizzazione dei costi alla qualità complessiva delle prestazioni e dei servizi, attraverso partnership capaci di generare valore ben oltre la gestione amministrativa.

Top Performance Partnership 2026: un riconoscimento all’eccellenza nel BPO Salute

La partecipazione di Gruppo De Pasquale all’Health & Longevity Insurance Summit si è conclusa con un riconoscimento particolarmente significativo.

Durante la Gala Dinner degli Health & Longevity Insurance Awards 2026, Gruppo De Pasquale è stato premiato nella categoria “Top Performance Partnership 2026” per la comprovata esperienza e l’eccellenza operativa nel BPO Salute. 

Un premio assegnato nell’ambito di una serata che ha visto oltre 40 riconoscimenti alle eccellenze dell’ecosistema Health, Welfare e Longevity italiano e che assume per il Gruppo un significato particolare. Una conferma del percorso costruito nel tempo insieme a clienti e partner, un riconoscimento del patrimonio di esperienza che rappresenta oggi anche la base per una fase si sviluppo: estendere le competenze maturate nel BPO assicurativo Salute alle strutture sanitarie, rafforzando il ruolo del Gruppo come partner specializzato nella gestione dei processi lungo l’intera filiera. 

Continuare a creare valore, insieme

L’Health & Longevity Insurance Summit 2026 restituisce l’immagine di un settore in rapido cambiamento, nel quale innovazione tecnologica, longevità, nuovi bisogni di assistenza e crescente integrazione fra operatori stanno ridisegnando ruoli e modelli di servizio.

Per Gruppo De Pasquale questa evoluzione rappresenta un’opportunità concreta per ampliare il proprio ruolo nell’ecosistema Salute. Forte dell’esperienza maturata al fianco delle compagnie assicurative, il Gruppo punta a estendere la propria offerta BPO alle strutture sanitarie, mettendo a disposizione competenze specialistiche, capacità operativa e soluzioni tecnologiche, anche grazie alla partnership tecnologica con ManyDesigns.

L’obiettivo è contribuire a una gestione sempre più integrata dei processi tra assicurazione e sanità, semplificando le attività amministrative, favorendo l’efficienza operativa e consentendo agli operatori di concentrarsi maggiormente sulla qualità dei servizi e sulla relazione con l’assistito.Con un principio che rimane centrale anche nell’era dell’automazione: la tecnologia, guidata dal capitale umano, genera valore quando rende più efficiente il lavoro delle organizzazioni e, allo stesso tempo, più semplice l’esperienza delle persone, che restano centrali nella value proposition.Il riconoscimento Top Performance Partnership 2026 rappresenta quindi un traguardo, ma soprattutto un ulteriore punto di partenza: per continuare a innovare il BPO Salute, rafforzare la collaborazione tra compagnie e strutture sanitarie e creare valore lungo tutta la filiera, attraverso un modello nel quale tecnologia, processi e competenze operino in modo realmente integrato.

 

Per approfondimenti visita il nostro sito al link 


Read More
CFO: dal controllo alla strategia

CFO: dal controllo alla strategia

L’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il modo in cui le imprese prendono decisioni. Ma la vera rivoluzione non riguarda soltanto la tecnologia, quanto il ruolo delle persone chiamate a governarla.

Il Chief Financial Officer è tra le figure che stanno vivendo la trasformazione più significativa. Se fino a pochi anni fa il CFO era principalmente il garante dell’equilibrio economico-finanziario dell’azienda, oggi è chiamato a interpretare i dati, supportare il cambiamento organizzativo e contribuire direttamente alle decisioni di business.

Questa evoluzione è stata al centro del webinar promosso dal Gruppo De Pasquale, patrocinato da ANDAF, Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari, che ha riunito esponenti del mondo associativo, della consulenza, dell’innovazione tecnologica e dell’impresa per analizzare come stia cambiando la funzione Finance.

Dagli interventi è emersa una convinzione condivisa: l’AI rappresenta un acceleratore della trasformazione, ma il vero vantaggio competitivo nasce dall’integrazione tra persone e, quindi, competenze, processi e tecnologia.

Il Finance non produce più solo numeri: crea valore per il business

Debora Rosciani, de Il Sole 24 Ore, ha moderato l’evento, ricordando come si inserisca nel ciclo di appuntamenti di approfondimento avviato dal Gruppo De Pasquale sul tema dell’innovazione e del suo impatto su organizzazione e processi, dopo i precedenti incontri dedicati al settore assicurativo.

L’interrogativo al centro del confronto è semplice quanto strategico: quale sarà il ruolo del CFO nei prossimi anni?

Una domanda alla quale hanno contribuito a rispondere tutti i relatori, da prospettive differenti ma complementari.

Il CFO diventa un business partner

A delineare il quadro dell’evoluzione della professione è stato Fabrizio Ceriotti, Presidente della Sezione Lombardia di ANDAF che, partendo da quanto emerso dall’Osservatorio e da una recente Survey dell’Associazione che riunisce quasi ottocento professionisti del mondo Finance, afferma che ciò che sta mutando non è solo l’area Finance ma il modo in cui le imprese prendono le decisioni.

Il dato più significativo racconta un cambiamento ormai strutturale: quasi nove CFO su dieci ritengono che il proprio ruolo sia oggi molto più strategico rispetto al passato.

L’area Finance non è più soltanto la funzione che produce bilanci, controlla i costi o verifica la conformità normativa. Oggi contribuisce alla definizione delle strategie aziendali, supporta l’allocazione degli investimenti, governa i rischi ed accompagna il management nelle decisioni, nell’ottimizzazione dei processi e nel supporto al business, diventando sempre più un Business Partner.

Come evidenziato da Ceriotti, l’intelligenza artificiale non crea questo cambiamento: lo accelera e lo rende irreversibile. Ma non è la causa; la vera trasformazione nasce dal fatto che oggi alle imprese viene richiesto di decidere il più rapidamente possibile, analizzare, interpretare e gestire una quantità di dati senza precedenti, in un contesto di mercati che cambiano velocemente. Certamente, in tal senso, l’intelligenza artificiale è un valido strumento per governare meglio la complessità ed essere tempestivi e più accurati nel gestire un patrimonio informativo diffuso che è sempre più asset strategico per le aziende.

La vera sfida, tuttavia, non riguarda solo l’adozione della tecnologia ma la valorizzazione delle persone. Le competenze devono evolvere con una velocità superiore rispetto alla tecnologia stessa, perché il valore del CFO si misura sempre più dalla qualità e tempestività delle decisioni che rende possibili e non semplicemente dall’accuratezza dei report prodotti.

Infine, il risparmio di tempo generato dall’IA deve essere investito nelle persone, sia per colmare carenze di competenze, riscontrabili in molte realtà, sia per consentire ai CFO di “attrezzarsi” per essere in grado di analizzare mercati ed interpretare scenari e trend. A questo sono chiamati dall’evoluzione in atto, sia per ridurre il gap di velocità riscontrabile nei percorsi di digitalizzazione tra imprese: quelle più strutturate, infatti, dispongono di maggiori risorse e conseguentemente di competenze dedicate all’innovazione; le PMI invece adottano un approccio più graduale, vagliando attentamente la sostenibilità degli investimenti in tecnologia ed organizzazione.

Le PMI italiane devono ancora colmare un importante divario digitale

Se il ruolo evolve rapidamente, il livello di maturità digitale del sistema produttivo italiano procede con maggiore gradualità.

È quanto emerge dall’analisi presentata da Giuseppe Piazza, Founder & CEO di Oriens Consulting, sulla base dei dati di ISTAT, Banca d’Italia, Confartigianato e altri osservatori nazionali.

L’Italia occupa il diciottesimo posto in Europa per digitalizzazione delle PMI e meno del 10% delle aziende con meno di cinquanta dipendenti utilizza oggi soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.

Ancora più significativo è il tema delle competenze.

Il 63% dei CFO delle PMI ritiene infatti di non possedere una preparazione digitale adeguata alle nuove sfide della funzione Finance.

Parallelamente, quasi la metà delle imprese continua a gestire la tesoreria tramite fogli Excel, mentre solo una minoranza utilizza strumenti evoluti di Business Intelligence.

Secondo Piazza il problema non è esclusivamente tecnologico: serve una vera cultura del dato, capace di valorizzare informazioni affidabili e processi digitalizzati.

Solo in questo contesto l’AI può esprimere il proprio potenziale, automatizzando attività come riconciliazioni contabili, forecasting, controllo della liquidità, monitoraggio delle anomalie, gestione della compliance e supporto alle decisioni.

L’AI introduce nuove responsabilità per il CFO

L’adozione dell’intelligenza artificiale apre però anche nuove aree di rischio.

Su questo aspetto si è concentrato l’intervento di Simone Brancozzi, Direttore Scientifico di EY Commercialista, che ha posto l’attenzione sul tema della sicurezza dei dati e della governance delle soluzioni AI.

La distinzione tra piattaforme sviluppate con architetture self-container e applicativi che utilizzano modelli linguistici di terze parti rappresenta oggi un elemento fondamentale nella valutazione delle tecnologie.

Le implicazioni riguardano direttamente la conformità al GDPR, agli obblighi introdotti dalla direttiva NIS2 e più in generale alla protezione del patrimonio informativo aziendale.

Secondo Brancozzi il CFO non può più limitarsi a valutare i benefici economici di una soluzione tecnologica.

Deve comprendere almeno gli elementi fondamentali delle architetture AI, conoscere il funzionamento delle API (Application Programming Interface) e verificare con attenzione come vengono trattati i dati aziendali dai fornitori.

In altre parole, la governance tecnologica entra a pieno titolo tra le responsabilità della funzione Finance.

Nessuna AI funziona senza dati di qualità

Un altro messaggio particolarmente concreto è arrivato dall’esperienza raccontata da Andrea Spadola, Group CFO del Gruppo Marino Melotti.

La sua testimonianza evidenzia un principio spesso trascurato quando si parla di intelligenza artificiale.

Prima ancora dell’AI servono dati puliti. Archivi incompleti, informazioni duplicate, database non strutturati e processi disomogenei limitano fortemente qualsiasi progetto di innovazione.

Per questo motivo il primo investimento non riguarda necessariamente nuovi algoritmi, ma la qualità delle informazioni aziendali.

Spadola ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di definire policy chiare per l’utilizzo degli strumenti AI da parte dei dipendenti, riducendo il rischio di divulgazione involontaria di dati riservati o know-how industriale.

Il CFO come promotore del cambiamento organizzativo

Il cambiamento non riguarda soltanto la tecnologia.

Come ha evidenziato Roberto Bettinelli, Direttore Generale di ACI blueteam, il CFO moderno deve diventare un facilitatore della trasformazione aziendale.

Ciò significa superare i tradizionali silos organizzativi, favorire la collaborazione tra le diverse funzioni e promuovere una cultura orientata ai dati e all’innovazione.

La tecnologia, da sola, non crea valore.

Perché l’AI produca risultati concreti è necessario che le persone comprendano il cambiamento, acquisiscano nuove competenze e lavorino all’interno di processi condivisi e standardizzati.

La metafora utilizzata da Bettinelli è particolarmente efficace: adottare tecnologie avanzate senza possedere le competenze per sfruttarle equivale ad avere una Ferrari e guidarla come una piccola utilitaria.

Il Business Process Outsourcing come acceleratore della trasformazione della funzione Finance

Gianluca La Rosa, Partner del Gruppo De Pasquale, ha riportato l’attenzione su una domanda cruciale.

Come può il CFO assumere un ruolo realmente strategico se continua ad essere assorbito dalla gestione operativa quotidiana?

Secondo La Rosa, una delle risposte più efficaci è rappresentata dal Business Process Outsourcing, che oggi non può più essere considerato uno semplice strumento di esternalizzazione delle attività amministrative, ma una leva organizzativa capace di accelerare la trasformazione della funzione Finance.

L’obiettivo non è soltanto ridurre i costi, bensì creare le condizioni affinché il CFO possa dedicare tempo e competenze alle attività che generano maggiore valore: pianificazione, analisi, supporto alle decisioni, governo del rischio e sviluppo del business.

Affidare i processi amministrativi e contabili standardizzabili a un partner specializzato significa poter disporre rapidamente di competenze specialistiche, metodologie consolidate e tecnologie già operative, garantendo al tempo stesso maggiore continuità operativa. Non a caso il mercato del Business Process Outsourcing continua a crescere con tassi superiori al 7% annuo e il comparto Finance & Accounting rappresenta uno dei segmenti più dinamici.

La Rosa ha inoltre richiamato un principio oggi condiviso dalle principali società internazionali di consulenza: prima di automatizzare un processo è necessario standardizzarlo. Solo processi stabili, misurabili e governati consentono infatti di sfruttare appieno le potenzialità dell’intelligenza artificiale.

L’esperienza del Gruppo De Pasquale dimostra come queste tecnologie possano già essere applicate con successo ad attività quali il three-way matching tra ordini, fatture e documenti di trasporto, le riconciliazioni contabili intelligenti e la gestione del ciclo passivo, con benefici concreti in termini di velocità, qualità del dato e affidabilità dei controlli.

In questo scenario il BPO non sostituisce il CFO, ma ne amplifica il ruolo, liberando risorse da attività ripetitive e consentendo alla funzione Finance di evolvere da centro operativo a motore della trasformazione aziendale.

Il CFO del futuro: da controllore a regista del cambiamento

Dal confronto tra tutti i relatori emerge una visione condivisa: il CFO del futuro non sarà valutato per la sola capacità di controllare i numeri, ma per quella di trasformare tempestivamente dati e informazioni in decisioni.

Intelligenza artificiale, digitalizzazione dei processi e Business Process Outsourcing rappresentano strumenti sempre più potenti, ma il loro impatto dipenderà dalla capacità delle organizzazioni di ripensare processi, competenze e modelli operativi.

La vera domanda, quindi, non è più “come introdurre l’intelligenza artificiale?”, bensì “come costruire una funzione Finance realmente pronta a sfruttarne tutto il potenziale?”.

È proprio in questo percorso che il Business Process Outsourcing può assumere un ruolo strategico, accompagnando le imprese nell’evoluzione dei processi e consentendo alla funzione Finance di diventare uno dei principali fattori di competitività aziendale.

Per approfondire i servizi di BPO, erogati dal Gruppo De Pasquale, a supporto del CFO e della funzione Finance scrivere a marketing@gruppodepasquale.com

Per la registrazione completa del webinar cliccare qui.


Read More
BPO e salute: efficienza ed integrazione tra attori della filiera.

Accesso alle cure e percorsi digitali

L’accesso alle cure rappresenta una delle sfide più importanti per il futuro del sistema sanitario. Non si tratta soltanto di garantire la disponibilità di medici, strutture e prestazioni, ma di costruire percorsi che permettano alle persone di ottenere le cure di cui hanno bisogno in modo semplice, tempestivo e sostenibile. È uno degli aspetti salienti emersi nel recente convegno “Let’s Keep in Touch”, organizzato da Manydesigns e sponsorizzato da Gruppo De Pasquale, che ha visto confrontarsi speakers di rilievo, tra mondo accademico, sanitario, assicurativo e dei servizi connessi.

Negli ultimi anni è diventato sempre più evidente che la qualità dell’assistenza non dipende esclusivamente dall’eccellenza clinica, ma anche dalla capacità di coordinare processi, servizi e attori diversi. Tempi di attesa, complessità amministrative, difficoltà di orientamento e sostenibilità economica possono infatti trasformarsi in ostacoli concreti all’accesso alle prestazioni.

In questo scenario, il futuro della sanità passa attraverso una maggiore integrazione tra Servizio Sanitario Nazionale, sanità privata, welfare aziendale, fondi sanitari, compagnie assicurative e strutture di cura. La sfida non è sostituire un modello con un altro, ma costruire un ecosistema capace di mettere il cittadino al centro, riducendo la distanza tra bisogno di salute e risposta concreta.

Come evolvono domanda di salute ed accessibilità alle cure 

Il diritto alla salute è uno dei pilastri del welfare italiano, ma le trasformazioni demografiche, economiche e organizzative degli ultimi anni stanno mettendo sotto pressione la capacità del Servizio Sanitario Nazionale di garantire un accesso uniforme alle cure.

Le più recenti evidenze Eurispes confermano la persistenza di forti differenze regionali in termini di investimenti, disponibilità di servizi e risultati di salute. Nonostante una spesa sanitaria pubblica media di circa 2.216 euro pro capite, i divari territoriali incidono sull’accessibilità delle prestazioni e sulla qualità percepita dell’assistenza. Parallelamente, aumenta il numero di cittadini che faticano a sostenere le spese sanitarie, con conseguenze sui comportamenti di cura e sui bisogni di protezione.

Le disuguaglianze si riflettono anche sugli esiti di salute: tra le regioni più virtuose e quelle più fragili si registra un divario di 13 anni nella speranza di vita in buona salute. Indicatori come mortalità evitabile, multicronicità e mobilità sanitaria mostrano come la capacità di risposta del sistema sia ancora fortemente condizionata dal contesto territoriale.

La mobilità sanitaria interregionale rappresenta uno degli aspetti più critici: molti cittadini continuano a spostarsi per ottenere cure ritenute più accessibili o di migliore qualità. Analogamente, le difficoltà economiche nell’accesso alle prestazioni evidenziano un peso della spesa sanitaria distribuito in modo disomogeneo, aumentando il rischio di rinuncia o rinvio delle cure.

Anche la fiducia nel sistema sanitario, la diffusione dell’Assistenza Domiciliare Integrata, la disponibilità di medici di medicina generale e la soddisfazione per l’assistenza infermieristica presentano forti differenze regionali, segnalando modelli organizzativi e livelli di servizio molto diversi.

Nel complesso, le disuguaglianze sanitarie non dipendono solo dalle risorse economiche, ma anche da differenti capacità di programmazione, investimento e governance dei sistemi regionali.

In questo contesto, la protezione sanitaria assume un ruolo sempre più centrale. L’invecchiamento della popolazione, la crescita delle patologie croniche e l’aumento delle spese a carico delle famiglie alimentano la domanda di strumenti capaci di facilitare l’accesso alle cure, ridurre i tempi di attesa e garantire percorsi assistenziali continuativi.

Per compagnie assicurative, fondi sanitari integrativi e operatori della salute, queste dinamiche rappresentano una sfida ma anche un’opportunità. Comprendere l’evoluzione dei bisogni e le principali vulnerabilità della popolazione è essenziale per sviluppare servizi e modelli integrati pubblico-privato in grado di migliorare l’esperienza di cura dei cittadini e contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario.

Sanità integrativa e welfare sanitario

A questa evoluzione contribuisce anche il progressivo rafforzamento del rapporto tra strutture sanitarie, compagnie assicurative e soggetti specializzati nella gestione dei processi amministrativi. In un contesto in cui il numero di prestazioni erogate attraverso formule assicurative e integrative è destinato a crescere, la capacità di semplificare autorizzazioni, pratiche amministrative, rimborsi e rendicontazioni diventa un elemento determinante per migliorare l’esperienza del paziente.

La sanità integrativa non può limitarsi a finanziare una prestazione, deve essere in grado di costruire percorsi fluidi, ridurre i tempi burocratici e favorire un dialogo efficace tra tutti gli attori coinvolti, creando un sistema in cui il cittadino percepisca un unico percorso di cura e non una successione di interlocutori separati.

Digitalizzazione dei processi sanitari

La semplificazione amministrativa come leva di accesso alle cure

Quando si parla di accesso alle cure, spesso l’attenzione si concentra sulla disponibilità delle prestazioni o sulla presenza di strutture sul territorio. Tuttavia, esiste un’altra dimensione fondamentale: la semplicità amministrativa.

Autorizzazioni, verifiche di copertura, gestione dei documenti, rapporti tra assicurazioni e strutture sanitarie rappresentano passaggi essenziali che, se non adeguatamente gestiti, possono rallentare il percorso di cura e generare frustrazione per tutti i soggetti coinvolti.

Per questo motivo stanno assumendo un ruolo sempre più strategico soluzioni e organizzazioni specializzate nella gestione dei processi sanitari e assicurativi, capaci di fungere da punto di raccordo tra compagnie assicurative e fondi sanitari, assicurati/assistiti e strutture di cura. La loro funzione non è soltanto amministrativa, ma contribuisce concretamente a rendere il sistema più efficiente, trasparente ed accessibile.

La vera innovazione non consiste solo nell’introdurre nuove tecnologie, ma nel creare collegamenti efficaci tra i diversi attori della filiera sanitaria, eliminando attriti e complessità che spesso ricadono sul cittadino.

Verso un modello sanitario più integrato, equo e sostenibile

L’evoluzione del sistema sanitario richiede inoltre una nuova capacità di collaborazione tra pubblico, privato e sanità integrativa. La crescita della domanda di salute e l’aumento della spesa sanitaria rendono sempre più necessario individuare modelli di coesistenza equilibrata tra Servizio Sanitario Nazionale e strumenti assicurativi.

In questo scenario, il valore non deriva soltanto dalle coperture offerte, ma dalla capacità di coordinare l’intero percorso di accesso alle prestazioni. Strutture sanitarie, compagnie assicurative, fondi e operatori specializzati sono chiamati a lavorare in modo sempre più integrato per garantire continuità, semplicità e sostenibilità.

L’obiettivo non è creare sistemi paralleli, ma costruire un ecosistema in cui ogni attore contribuisca a rendere l’accesso alle cure più rapido, trasparente e vicino alle esigenze delle persone.

Innovazione e nuove tecnologie 

L’innovazione in sanità non può essere ridotta alla sola introduzione di nuove tecnologie: il suo vero valore emerge quando riesce a migliorare l’accesso alle cure, ridurre le disuguaglianze, sostenere il lavoro dei professionisti e rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario.

Oggi il governo dell’innovazione richiede un approccio orientato agli outcome e alla centralità della persona, superando la logica del semplice “technology push”. Perché l’innovazione generi risultati concreti, è necessario trasformare la conoscenza individuale in apprendimento organizzativo, favorendo interoperabilità, condivisione delle competenze e collaborazione multidisciplinare.

In questo contesto, come sottolineato da Altems Università Cattolica del Sacro Cuore, assumono crescente rilevanza figure di raccordo come il Chief Innovation Officer, chiamato a svolgere un ruolo di facilitatore, traduttore tra linguaggi clinici, manageriali e tecnologici, e promotore di una cultura dell’innovazione sostenibile.

La sfida non è introdurre nuove tecnologie, ma governarle in modo equo, umano e orientato al valore pubblico, mantenendo al centro la relazione di cura e la qualità dell’esperienza dell’assicurato/assistito/paziente.

L’innovazione va dunque “vissuta” come una leva di accesso alle cure; nel passaggio a modelli organizzativi value-based innovation oriented, la centralità dell’“humanness”è fondamentale; così come il ruolo del Chief Innovation Officer e la necessità di una governance che integri tecnologia, organizzazione e cultura.

Business Process Outsourcing (BPO) e Salute 

La crescente integrazione tra Servizio Sanitario Nazionale e sanità integrativa, non in contrapposizione ma in un modello di coesistenza, e l’importanza della gestione amministrativa e dei processi come leva di accesso alle cure sono temi spesso sottovalutati ma centrali per semplificare l’esperienza del cittadino.

Il Gruppo De Pasquale, con oltre 40 anni di esperienza nel BPO e una forte expertise nel settore assicurativo, grazie alle sue società partner, in particolare Sint e Winflow, si pone come soggetto facilitatore, tra i diversi attori della filiera sanitaria (compagnie assicurative, fondi sanitari, assicurati/assistiti e strutture sanitarie). Anche grazie alla partnership con Manydesigns, realtà di riferimento nell’ambito delle piattaforme tecnologiche per l’ambito Salute, è in grado di gestire l’operatività di tutti i player dell’ecosistema Salute combinando sinergicamente tecnologia e competenza.

Con un approccio distintivo che pone al centro il valore dell’expertise umana, il Gruppo è, infatti, in grado di erogare servizi di Customer Service e Back Office per il presidio di tutte le fasi dell’operatività assicurativo/sanitaria, dall’assistenza all’assicurato/assistito alla liquidazione:

    • assistenza all’assicurato – Centrale operativa/CUP, informazioni e gestione della prenotazione per l’assicurato /solvente;
    • autorizzazione –  verifica coperture e garanzie assicurative, apertura del sinistro, autorizzazione della prestazione;
    • check amm.vo contabile – analisi documentazione (fatture, certificati medici, ecc.) e riconciliazione fatture/PIC;
    • liquidazione – liquidazione sinistro – ricovero ed extra – ricovero/reiezioni, eventuale interessamento verso la struttura sanitari.

Conclusione

L’accesso alle cure sarà uno dei principali indicatori della qualità del sistema sanitario nei prossimi anni. La sfida non riguarderà soltanto il numero di prestazioni erogate, ma la capacità di accompagnare le persone lungo percorsi sempre più semplici, inclusivi e sostenibili.

Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario favorire una collaborazione più stretta tra sanità pubblica, sanità integrativa, strutture di cura, compagnie assicurative e operatori specializzati nella gestione dei processi. L’innovazione tecnologica avrà un ruolo importante, ma il suo valore dipenderà dalla capacità di migliorare concretamente l’esperienza delle persone.

Il futuro della sanità non sarà costruito da un singolo attore, ma da un ecosistema capace di collaborare, condividere informazioni e mettere al centro il bisogno reale di salute. In questo equilibrio tra innovazione, efficienza e inclusione si gioca la possibilità di garantire cure più accessibili e percorsi più semplici per un numero crescente di cittadini.

In questo contesto, l’Outsourcing specialistico supportato dalla tecnologia agisce come facilitatore delle interlocuzioni tra tutti i soggetti coinvolti nella filiera della salute, nonché come braccio operativo che crea efficienza e valore.

Al link allegato video intervista di Paolo Osvaldo Agnelli, CTO Gruppo De Pasquale  https://www.pltv.it/?p=86732&preview=true


Read More
Longevità: prevenzione, Human Touch e AI

Longevità: prevenzione, Human Touch e AI

Grande partecipazione al webinar “Costruire ora la nuova società della longevità”, organizzato dal Gruppo De Pasquale e moderato da Debora Rosciani de Il Sole 24 Ore. Un confronto ricco e interdisciplinare che ha coinvolto esperti del settore sanitario, assicurativo e dei servizi di outsourcing specialistico a supporto:

  • Ing. Esposti, Direttore Innovazione e Sviluppo dell’Ospedale San Raffaele

  • Paolo Meciani, Founder di Bime Consulting

  • Loredana Russi, Responsabile Insurance Division del Gruppo De Pasquale

  • Mariafilomena Genovese, Responsabile Business Strategy del Gruppo De Pasquale

Un dialogo necessario su un tema di grande attualità che riguarda l’intera collettività: la longevità come nuova sfida sociale, economica e sanitaria.

Un Paese che invecchia: i dati ISTAT che fotografano il cambiamento

L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo. Secondo i dati ISTAT al 1° gennaio 2025:

  • i centenari erano 23.548, oltre 2.000 in più rispetto all’anno precedente;

  • al 1° gennaio del 2009 erano 10.158; in 15 anni sono più che raddoppiati;

  • l’83% dei centenari è donna, un gap di genere con implicazioni non solo sanitarie ma anche economiche e sociali.

Numeri che impongono un cambio di passo: vivere di più significa ripensare i modelli di prevenzione, assistenza e protezione assicurativa.


Perché un webinar sulla longevità oggi

Viviamo nella società della longevità, dove non basta vivere più a lungo: è essenziale vivere meglio.
Il Gruppo De Pasquale, nel mese dedicato alla prevenzione e all’educazione finanziaria, ha scelto di aprire un dialogo strutturato su queste sfide, forte del suo ruolo nel Business Process Outsourcing, erogato tramite le società partner Winflow e  Sint, nei settori assicurativo e salute.

Il Gruppo è inoltre attivo direttamente nella prevenzione innovativa, grazie a una startup tecnologica sviluppata con una primaria compagnia assicurativa, che offre servizi accessibili a tutti basati su AI e soluzioni digitali avanzate.


Prevenzione e salute: cosa sta cambiando davvero?

La longevità richiede responsabilità individuale e visione collettiva.
Se l’Italia eccelle nelle cure, la cultura della prevenzione è ancora frammentata e poco diffusa.

Oggi prevale la prevenzione secondaria. In altri Paesi europei – come Svizzera e Germania – i check-up preventivi personalizzati sono più strutturati e incentivati.

Durante il webinar è emerso un tema cruciale:
👉 la sottoassicurazione cronica degli italiani, legata anche alla scarsa cultura della prevenzione.
Incrementare la prevenzione significa migliorare la salute pubblica e anche ottimizzare la sostenibilità del sistema sanitario.


Come costruire una vera cultura della prevenzione?

Gli esperti hanno delineato alcune direttrici strategiche:

1. Coordinamento tra settore sanitario, assicurativo e istituzioni

Serve una visione comune e sistemica, non iniziative isolate.

2. Best practices internazionali adattate al contesto italiano

Singapore è un caso virtuoso: screening obbligatori dai 40 anni, maggiore responsabilizzazione dei medici di base, protocolli standardizzati.

3. Educazione già nelle scuole

Nutrizione, stili di vita, sport, prevenzione dei rischi (come obesità e diabete).

4. Protocolli nazionali uniformi

Percorsi chiari per medici e pazienti, soprattutto in presenza di patologie croniche.


La prevenzione è un tema di sistema: serve sinergia

L’ecosistema salute è complesso e frammentato. Oggi più che mai sono necessari:

  • processi semplificati per prenotazioni, rimborsi, accesso ai servizi;

  • gestione intelligente dei dati sanitari;

  • maggiore collaborazione pubblico–privato.

Su quest’ultimo punto, il webinar ha evidenziato criticità importanti: la triangolazione tra tutti gli attori coinvolti è ancora insufficiente.


Come favorire integrazione, collaborazione ed azione sinergica?

Dal webinar emergono tre fattori fondamentali:

  • analisi delle Best Practice di altri paesi virtuosi, per calarli nel contesto domestico;
  • azioni congiunte e concrete, sia per diffondere la cultura della prevenzione, sia per un ripensamento dei prodotti e servizi offerti e soprattutto dei modelli di gestione degli stessi, in particolare la presa in carico del paziente;
  • l’utilizzo dell’AI come fattore abilitante.

Verso un nuovo paradigma di presa in carico del paziente

Gli ospedali e i servizi sanitari stanno passando da un modello “a silos” a un modello longitudinale, che accompagna il paziente nella sua intera esperienza di salute.

Nelle strutture sanitarie virtuose si introducono:

  • protocolli personalizzati di prevenzione;

  • accordi con strutture esterne (es. palestre) per percorsi integrati;

  • servizi di interventional longevity, efficaci per ridurre i rischi e aumentare gli anni di vita in salute.

Parallelamente, le compagnie assicurative spingono su prodotti più personalizzati e sulla Long-Term Care.


Il ruolo dell’outsourcer: fare sistema e facilitare le connessioni

Nel complesso ecosistema salute, il Gruppo De Pasquale svolge una funzione chiave:

  • semplifica l’accesso ai servizi;

  • velocizza lo scambio di dati e flussi informativi;

  • supporta assicurati, fondi, strutture sanitarie nella gestione efficace ed efficiente delle attività di presa in carico, prenotazione visite e check up, rimborsi ecc.

  • essendo il primo contatto con l’assicurato/assistito, intercetta bisogni reali e li traduce in insight utili per compagnie assicurative e strutture sanitarie.

Gli operatori della Centrale Operativa svolgono spesso il ruolo di “mediatori culturali”, fornendo supporto informativo e formativo, aiutando gli utenti a comprendere meglio i servizi, le polizze e i percorsi sanitari e indirizzandoli verso soluzioni praticabili, con competenze tecniche e soft skills avanzate.


AI e salute: verso un ecosistema più integrato e personalizzato

Dal webinar emerge che l’AI è per la totalità dei attori coinvolti un abilitatore fondamentale principalmente per:

  • semplificare l’accesso ai servizi sanitari;

  • personalizzare prevenzione e cura;

  • anticipare i bisogni di salute;

  • costruire prodotti assicurativi più vicini agli individui;

  • migliorare la gestione documentale, le autorizzazioni, i processi di back office.

AI + competenze umane = valore aggiunto

Un’equazione al centro dell’approccio del Gruppo De Pasquale, che combina un mix di competenze specialistiche, continuamente formate, con l’utilizzo di tecnologia avanzata:

  • l’AI gestisce interazioni semplici, sempre sotto il governo dell’operatore;

  • gli operatori esperti intervengono sulle casistiche complesse;

  • l’AI estrae dati, accelera processi, genera insight utili anche alle compagnie e alle strutture sanitarie;

  • con l’aumento dell’utilizzo dell’AI cresce il livello di specializzazione degli operatori e la personalizzazione del supporto erogato in relazione alle specifiche esigenze dell’assicurato/assistito/cliente.


Telemedicina e personalizzazione: l’esperienza dell’Ospedale San Raffaele

Dal 2019, ben prima della pandemia, l’Ospedale San Raffaele integra telemedicina e AI nei suoi servizi, investendo in:

  • percorsi clinici personalizzati sulla base di dati genetici, clinici e di stile di vita;

  • accompagnamento step-by-step del paziente;

  • superamento dei modelli organizzativi a silos, tipici delle strutture sanitarie, a favore di un’esperienza del paziente fluida e continua nell’arco della sua vita.


Collaborare per innovare: la sfida dei prossimi anni

Un altro aspetto importante, più volte sottolineato, è la necessità di superare la logica tradizionale di provider tra strutture sanitarie e compagnie di assicurazione, aprendo la strada a:

  • co-design di nuovi servizi e prodotti;

  • integrazioni digitali e formative, ad esempio per broker e operatori della filiera assicurativa per una maggiore conoscenza in tempo reale dei servizi sanitari disponibili;

  • maggiore conoscenza in tempo reale dei servizi sanitari disponibili;

  • nuovi modelli di business congiunti di prevenzione, cura e protezione assicurativa abilitati dall’AI.


Conclusione: la longevità è una grande opportunità, se si fa sistema

Dal webinar emerge un messaggio chiaro: 👉 la longevità è una realtà che offre molte opportunità, ma per essere sostenibile richiede una nuova cultura della prevenzione ed un approccio sinergico e  collaborativo tra i tutti gli attori coinvolti nell’ecosistema della salute.

Assicurazioni, strutture sanitarie, istituzioni, ed outsourcer specializzati devono lavorare insieme per:

  • migliorare l’esperienza del paziente,

  • rendere la prevenzione accessibile e sostenibile,

  • valorizzare i dati e il patrimonio informativo per una salute più personalizzata,

  • contribuire alla costruzione di un sistema in cui vivere a lungo significhi anche vivere meglio

Per approfondire le tematiche, al link la registrazione completa del webinar. 


Read More
Customer Care

Il ruolo dell’AI nel customer care in outsourcing: come migliorare l’esperienza cliente senza perdere il tocco umano

Il ruolo dell’AI nel customer care in outsourcing: come migliorare l’esperienza cliente senza perdere il tocco umano

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (AI) ha trasformato radicalmente il customer care, offrendo alle aziende nuove opportunità per automatizzare i processi, migliorare l’efficienza e personalizzare il servizio clienti. Tuttavia, una delle principali sfide rimane preservare lo human touch nelle interazioni con i clienti, fattore chiave per garantire soddisfazione e fidelizzazione.

Sebbene l’AI permetta di gestire con maggiore efficienza compiti ripetitivi e fornire risposte rapide, le interazioni umane sono essenziali in situazioni complesse o che richiedono empatia. Secondo una ricerca di PwC, il 75% dei consumatori predilige le interazioni umane nel servizio clienti, soprattutto quando si tratta di problematiche delicate o complesse. Per questo motivo, le aziende devono trovare un equilibrio tra automazione e interazione umana per garantire un’esperienza cliente positiva.

L’AI come supporto e non in sostituzione all’umano

In questo contesto, l’AI non sostituisce gli operatori umani, piuttosto fornisce loro strumenti per migliorare la qualità del servizio. Ad esempio, l’uso di strumenti di machine learning e analisi predittiva consente di fornire suggerimenti in tempo reale agli operatori, migliorando la capacità di risolvere problemi in tempi rapidi e fornendo soluzioni esaustive e personalizzate. Uno studio di Salesforce ha rilevato che l’AI può ridurre i tempi di risposta del 70%, migliorando al contempo la soddisfazione del cliente.

Personalizzazione e omnichannel grazie all’AI

L’AI permette anche di creare esperienze omnicanale fluide, garantendo che i clienti possano passare senza problemi da un canale all’altro (chat, email, telefono) senza dover ripetere informazioni. Secondo McKinsey , le aziende che implementano soluzioni omnicanale integrano un miglioramento del 10-15% nella soddisfazione del cliente.

L’AI permette anche di creare esperienze omnicanale fluide, ossia consentendo ai clienti di passare senza problemi da un canale all’altro (chat, email, telefono) senza dover fornire nuovamente informazioni o ripetere attività. Secondo McKinsey, le aziende che implementano soluzioni omnicanale realizzano un miglioramento del 10-15% nella soddisfazione del cliente.

Sfide e criticità dell’AI nel customer care

Nonostante i vantaggi derivanti dall’adozione di soluzioni AI, le aziende devono affrontare la sfida di conquistare la fiducia del cliente. Un sondaggio condotto da Gartner rivela che il 63% dei clienti si sente meno coinvolto quando interagisce solo con chatbot o sistemi AI, evidenziando la necessità di mantenere aperti i canali di interazione umana nei servizi di customer care.

Gruppo De Pasquale: innovazione digitale senza perdere il tocco umano

Il Gruppo De Pasquale, punto di riferimento nel settore dell’outsourcing da oltre 40 anni, si distingue da sempre per un approccio valoriale incentrato sulla capacità di risolvere problematiche e rispondere alle esigenze di player noti sul mercato. Offre servizi mirati e customizzati, che mixano soluzioni tecnologiche avanzate ed alta expertise e specializzazione degli operatori. Nelle attività di customer care per i tanti clienti gestiti, il Gruppo, grazie alle sinergie tra le sue società partner specializzate per industry, Sint, Winflow, PLF, Sanmarco Consulting e Come Stai, ha integrato strumenti di intelligenza artificiale, che migliorano i processi, ottimizzano le risorse e i tempi di risposta e aumentano l’efficienza operativa. Al contempo, l’intervento di operatori esperti e dotati di spiccate soft skill preserva le interazioni empatiche e personalizzate con gli utenti.

Grazie a tecnologie all’avanguardia, tra cui chatbot avanzati e sistemi di analisi del sentiment, le richieste più comuni degli utenti vengono gestite in modo digitale. Per le situazioni più complesse invece intervengono operatori umani, altamente qualificati, garantendo così un supporto completo e su misura. Questo approccio misto consente di mantenere elevata la soddisfazione dei clienti: secondo recenti ricerche, infatti, oltre l’80% dei clienti preferisce un’interazione umana per risolvere problematiche complesse.

La capacità di adattarsi ai rapidi cambiamenti dei trend di mercato e delle esigenze dei clienti, che contraddistingue da sempre il Gruppo De Pasquale, si riflette nell’offerta di servizi di customer care altamente personalizzati, che uniscono innovazione tecnologica e competenze specialistiche umane, per assicurare risposte rapide, mirate, efficaci ed esaustive.

Read More

Tecnologia e valore dell’outsourcing

Il mercato dell’ outsourcing è in costante crescita. Sempre più aziende si rivolgono a chi è esperto nella gestione operativa di processi, anche core, non solo per ottimizzare tempi e risorse, ma anche per aver un valido supporto nello sviluppo business e nell’innovazione tecnologica.

La Tecnologia e il Valore dell’Outsourcing: una Sinergia per il Successo

L’innovazione tecnologica, specie quella abilitata dall’IA, ha comportato, e comporta, una rivoluzione senza precedenti in ogni settore merceologico. Ogni azienda vive la necessità di adottare nuove tecnologie al passo con i tempi e implementare modelli di gestione innovativi.

Nell’era della trasformazione digitale, dunque, la tecnologia non è solo un settore in rapida crescita ma una componente essenziale per il successo aziendale. Allo stesso tempo, l’outsourcing si presenta come una strategia cruciale per le imprese che cercano di rimanere competitive in un mercato globale sempre più complesso.

Ma cosa rende l’outsourcing così prezioso per le aziende e come la tecnologia ne amplifica i benefici?

Il Potere della Specializzazione

Una delle principali ragioni per cui le aziende ricorrono all’outsourcing è la possibilità di accedere a competenze specialistiche. In un mondo in cui l’innovazione tecnologica avanza a ritmi vertiginosi, mantenere un team interno aggiornato su tutte le nuove tecnologie richiede un effort non sempre sostenibile. L’outsourcing consente alle aziende di collaborare con esperti che dispongono di conoscenze avanzate e aggiornate, migliorando così la qualità e l’efficienza dei servizi offerti.

Ottimizzazione e non solo

L’ottimizzazione di processi, risorse e tempi è un forte incentivo al ricorso all’outsourcing.  Le aziende, grazie all’outsourcing, possono ottimizzare i loro investimenti in evoluzioni organizzative, infrastrutture tecnologiche, ricerca e sviluppo, marketing e sviluppo business, più in generale in innovazione.

Flessibilità e Scalabilità

La tecnologia è in continua evoluzione e le esigenze aziendali possono cambiare rapidamente. L’outsourcing offre una flessibilità difficile da ottenere internamente. Le aziende possono scalare facilmente le operazioni in base alle necessità, aggiungendo o riducendo risorse esterne senza doversi preoccupare dei vincoli contrattuali o dei costi fissi associati alla gestione di un grande team interno.

Focus sulle Strategie e sul Core business

L’outsourcer, dapprima visto come soggetto a cui delegare attività secondarie, ma necessarie, diviene partner strategico che consente alle aziende di ottimizzare risorse e tempi e sviluppare strategie mirate sul core business, migliorando la competitività e la qualità del loro prodotto o servizio principale. Questo approccio strategico consente una gestione più efficiente e un miglior utilizzo delle risorse interne.

Innovazione Continua

La tecnologia cambia costantemente e mantenere il passo con l’innovazione è fondamentale per la sopravvivenza e il successo aziendale. I fornitori di servizi di outsourcing sono spesso all’avanguardia nella loro area di competenza e possono fornire accesso a nuove tecnologie e metodologie prima che queste diventino mainstream. Questo vantaggio competitivo può essere decisivo in settori dove l’innovazione è la chiave per la crescita.

La scelta del giusto outsourcer: Gruppo De Pasquale

Le aziende devono prestare molto attenzione alla selezione dei partner di outsourcing; storicità di servizio, specializzazione, caratteristiche distintive e valore aggiunto della value proposition, alti standard di qualità, sono solo alcuni dei criteri selettivi a cui prestare cura per individuare il partner giusto, con il quale instaurare relazioni basate su fiducia e trasparenza.

Il Gruppo De Pasquale, tramite le società partners, Sint, Winflow e Sanmarco Consulting , vanta oltre 40 anni di storia e un portafoglio clienti rinomato e attivo in settori economici trainanti l’economia, con cui ha instaurato rapporti consolidati. Il turnover della clientela infatti registra un tasso tendente pressoché allo zero; la permanenza nel portafoglio si assesta in un range pari a 4-7 anni.

Nel Gruppo De Pasquale la tecnologia è un valore centrale della value proposition al cliente. In particolare, attraverso la società partner, Sanmarco Consulting, service tecnologico del Gruppo, siamo in grado di offrire servizi specialistici, personalizzati e ad alto valore aggiunto, che integrano competenze specialistiche, operatori adeguatamente formati e utilizzo di tecnologie altamente avanzate quali: Internet of Things, Blockchain, Robotic Process Automation (RPA), Intelligenza Artificiale (AI) e Machine Learning (ML), Virtualizzazione, Big Data e
Analytics.

L’integrazione di queste tecnologie, grazie alla società partner Sanmarco Consulting, permette al Gruppo di offrire servizi più competitivi, scalabili e sicuri, adattandosi rapidamente alle esigenze dei clienti e dei mercati di riferimento.

Conclusioni

La sinergia tra tecnologia e outsourcing offre opportunità senza precedenti per le aziende moderne. Mentre la tecnologia continua a evolversi, l’outsourcing si afferma come una strategia da considerare per rimanere competitivi e innovativi. Con una gestione attenta e una selezione accurata dei partner, le imprese possono sfruttare appieno i benefici dell’outsourcing, ottimizzando risorse e tempi, migliorando l’efficienza e sviluppando e innovando il loro core business.

In un mondo in cui la capacità di adattarsi rapidamente alle nuove tecnologie e alle mutevoli esigenze del mercato è cruciale, l’outsourcing del Gruppo De Pasquale rappresenta una leva strategica per il successo aziendale.

Read More
Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le Normative sulla Privacy e Condizioni del Servizio di Google.