
Cambia il concetto di sviluppo:
la competizione è planetaria, l’aspirazione
alla crescita illimitata si confronta con esigenze di sostenibilità ambientale e sociale,
la “knowledge economy” si conferma come punto di riferimento fondamentale per l’apertura di nuovi orizzonti di business.
I nuovi asset imprenditoriali ad elevato valore diventano immateriali: idee, conoscenze, modalità di comunicazione.
La tradizionale logica “prodotto-consumo”
si evolve verso un modello economico di più ampio respiro che si fa carico in modo globale delle esigenze e del benessere individuale
e collettivo dell’uomo.
L’impresa produce valori, stili di vita, socialità attraverso reti di intelligenze, consentendo a comunità sempre più vaste di esprimere creatività e innovazione, annullando
il confine tra “tempo di lavoro” e “tempo
di vita” per lasciare spazio alla realizzazione
di aspirazioni e capacità.
In questo senso possiamo dire che l’uomo è, oggi più che mai, al centro dello sviluppo.
Il successo dell’impresa dipende, quindi, dalla capacità di gestire network di relazioni complesse in cui consumatori, dipendenti, fornitori e, più in generale, le collettività assumono un ruolo sempre più interattivo, generando cambiamenti profondi, nei rapporti con i clienti, nelle tecniche di marketing,
nella gestione dei processi, nella valorizzazione
delle risorse umane, nella interrelazione con
i contesti sociali in cui l’azienda opera.
